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Una bussola delle misure/sanzioni non detentive

La privazione delle libertà personali, non si limita a pene detentive da scontare in un istituto penitenziario. L'ordinamento giuridico italiano prevede una serie di misure alternative, di sicurezza e sanzioni sostitutive, che non rappresentano una privazione totale della libertà, ma una limitazione di essa. Misure introdotte per  favorirne il reinserimento sociale della persona che ha o ha avuto problemi di giustizia. Modalità diverse di esecuzione della pena, in cui comunque il carcere rimane un aspetto, coinvolgendo anche figure prettamente operanti all'interno delle strutture penali, come il Direttore e gli educatori.
Ruolo fondamentale in questo sistema articolato e complesso assume così l'area penale esterna, in particolar modo il Tribunale di Sorveglianza e l'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, il primo in quanto organo con compiti di decisione sulla concessione della misura/sanzione alternativa, il secondo perchè struttura che collaborando con il territorio, provvede all'esecuzione delle stesse. Così come conoscere il territorio e i servizi può risultare una valida risposta ai bisogni primari del condannato, per permetterne una reale inclusione sociale e facilitarne la riuscita del "programma di trattamento".
Programmi che si attuano all'interno della comunità, ma che prevedono rigidi requisiti per potervi accedere e il rispetto di una serie di condizioni e obblighi che restringono le libertà personali dei condannati.
Immagine di un uomo che cammina lungo i binari di un trenoCrediti: foto di @ Frederic Mancosu via flickr licenza Creative Commons
In home page e img laterale foto sezione detenuti in uscita @ Krzysztof Poltorak via flickr licenza Creative Commons