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Norme di comportamento (sanzioni)

La quotidianità all’interno di un carcere è disciplinata dall’ordinamento penitenziario, dal suo regolamento di esecuzione e dal regolamento interno.

Osservando le norme che regolano la vita dell’istituto, le disposizioni impartite dal personale e seguendo un comportamento rispettoso nei confronti di tutti, si evita di incorrere in sanzioni disciplinari che possono pregiudicare il trattamento rieducativo. Tali penalità se reiterate comprometteranno i futuri benefici interni ed eventuali concessioni della liberazione anticipata o del godimento delle misure alternative alla detenzione.

Le violazioni, oltre a essere annotate nel fascicolo personale, prevedono una serie di penalità, che variano a seconda del tipo di infrazione commessa. Possono essere:

  • il richiamo;
  • l’ammonizione;
  • l’esclusione temporanea dalle attività ricreative e sportive non oltre i dieci giorni;
  • l’isolamento durante la permanenza all’aria aperta per non più di dieci giorni;
  • l’esclusione dalle attività in comune fino a un massimo di quindici giorni (per essere eseguita è necessaria una certificazione medica attestante che il soggetto può sopportarla)

Le prime due sanzioni sono inflitte dal direttore, mentre le ultime tre dal Consiglio di disciplina, presieduto dal direttore e composto dal sanitario e dall’educatore.
In caso di un legittimo impedimento il direttore può essere sostituito dal dipendente o funzionario più elevato in grado, con funzioni di presidente del consiglio di disciplina.

Contro i provvedimenti disciplinari le persone recluse o internate possono proporre un reclamo al magistrato di sorveglianza nel caso in cui ritengano opportuno contestare gli addebiti e non abbiano potuto esercitare la facoltà di discolpa, o rilevino violazioni in merito alla:

  • condizione di esercizio del potere;
  • costituzione e competenza degli organi disciplinari

Riferimenti normativi

Fonte: Ministero della Giustizia