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Colloqui

COLLOQUI CON PARENTI E CONGIUNTI

I colloqui rappresentano per i familiari una delle più importanti occasioni per poter mantenere i propri legami sociali e gli affetti con una persona privata della libertà.
Le regole e le procedure per poter essere ammessi ai colloqui, sono normate dall'ordinamento penitenziario italiano che prevede che la persona reclusa possa sostenere colloqui sia con i propri familiari sia con altre persone.
Il diritto garantisce sei colloqui visivi al mese, della durata di un’ora ciascuno.
Colloqui che si riducono a quattro mensili nel caso in cui la persona detenuta rientri in uno dei seguenti casi:

  • detenuti e internati per delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell'ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza, delitto di cui all'articolo 416-bis del codice penale;
  • delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni in esso previste;
  • delitti di cui agli articoli 600, 600-bis, primo comma, 600-ter, primo e secondo comma, 601, 602, 609-octies e 630 del codice penale, all'articolo 291-quater del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e all'articolo 74 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309

In casi particolari, ad esempio per soggetti gravemente infermi, o alla presenza di bambini con meno di dieci anni, può essere concesso un numero di colloqui mensili maggiore.
In circostanze eccezionali e qualora i familiari giungano o siano residenti in comuni particolarmente distanti dall'istituto penitenziario o gli stessi colloqui tra le persone che li richiedano non siano frequenti, è possibile prolungare la durata degli stessi o chiedere di riunire più ore in un unica visita. In questi casi quando i familiari si presentano all’ingresso del carcere possono chiedere al personale della polizia penitenziaria di riunire più ore, quelle previste nel mese, in un unico colloquio.
Il Regolamento penitenziario prevede che a ogni colloquio siano presenti al massimo tre persone adulte e un bambino, ma è possibile derogare quando si tratti di congiunti o conviventi. Per i detenuti inseriti nei circuiti ad alta sicurezza permane l'obbligo, per i familiari, di esibire le certificazioni che indicano i legami intercorrenti tra i componenti della famiglia anagrafica.
I familiari prima di andare a trovare il proprio caro devono informarsi in quale sezione si trova la persona che si desidera incontrare.

Riferimenti normativi

TERZE PERSONE

La persona priva di libertà può ricevere anche visite da terze persone, cioè persone diverse dai familiari e dai conviventi. La persona reclusa che vuole sostenere un colloquio con una"terza persona" dovrà presentare una richiesta motivata al Direttore del carcere, specificando i motivi per i quali richiede il colloquio. Allegando alla richiesta una fotocopia del documento d'identità valido.

Il Regolamento penitenziario prevede che a ogni colloquio siano presenti al massimo tre persone adulte e un bambino, ma è possibile derogare quando si tratti di congiunti o conviventi.

Riferimenti normativi

GRADI DI PARENTELA


Parenti: genitori, figli
Affini: suoceri, generi, nuore, altri figli del coniuge

Parenti: nonni, nipoti (figli di figli), fratelli e sorelle
Affini: nonni e nipoti del coniuge, coniuge di nonni e nipoti cognati

Parenti: bisnonni, pronipoti, zii, nipoti (figli di fratelli/sorelle)
Affini: bisnonni e pronipoti , zii e nipoti del coniuge, coniuge di bisnonni, pronipoti, zii e nipoti (figli di fratelli o sorelle del coniuge

Parenti: cugini di 1° grado (figli di zii), prozii (zii dei genitori), figli di nipoti (figli dei figli del fratello/sorella)
Affini: cugini di I grado del coniuge, coniuge di cugini di I grado, prozii del coniuge, coniuge dei prozii, coniuge di figli di nipoti (della moglie o del marito), figli di nipote (del fratello o sorella) del coniuge